TUTTI GIU' PER TERRA
Andrea
Fazi, esperto di educazione ambientale,

incontra i genitori delle classi II del Circolo (MARTEDI' 1 MARZO) - sintesi dell'incontro

I incontro con i genitori che hanno aderito alle serate dedicate “alla natura”, all’interno del Progetto “Tutti giù per terra”.
L’esperto Andrea Fazi ha esordito dicendo che l’incontro della serata doveva essere UN TRIBUTO ALL’ALBERO, che è un segno di vita e attraversa costantemente la vita degli uomini, dando ossigeno, frutti, legno, ecc… .
La serata è continuata con la visione di un CD sull’albero, pieno di belle immagini, musiche struggenti di tipo celtico e un po’ di letteratura italiana e straniera; il CD ha lasciato tutti senza fiato per la bellezza delle immagini.
Dopo la visione del CD, Andrea ha fatto svariate considerazioni:
il mondo di oggi si basa sulla vista, che non è statica, ma si muove e anche velocemente, un po’ come le immagini della TV, dei videogiochi e le persone fanno fatica ad avere una vista statica e a soffermarsi più a lungo sulle bellezze che ci circondano;
l’albero è statico per anni, cresce lentamente e secondo il suo progetto di vita: sa che deve piegarsi al vento per non spezzarsi, sa che deve resistere al clima, sa che, nel corso della sua vita, può incontrare le radici di un altro albero che potrebbero togliergli spazio e nutrimento, l’albero sa molte cose…
per apprezzare gli alberi devono arrivarci al CUORE e dobbiamo sentirli dentro, guardandoli con profondità;
“L’albero è l’immagine stessa della bellezza”
tutti i più grandi poeti hanno scritto qualcosa sugli alberi ( Hesse, Plinio il Vecchio, Neruda,…);
il CD mostrava immagini che ci hanno permesso d’emozionarci, alcune foto sembravano dei pastelli;
alberi: grandi compagni di vita; ci sono quando nasciamo e ci sono anche quando moriamo;
gli gnomi, che hanno la fortuna di vivere anche 400 anni, piantano un albero per ogni figlio che nasce, perché l’albero accompagnerà il nuovo gnomo per tutta la vita e gli offrirà un tronco per la casa; anche i contadini una volta, per gli eventi importanti piantavano una nuova pianta;
ogni albero, così come ogni altro essere vivente e, quindi, così come ogni uomo, non sa dove crescerà e come crescerà, deve affrontare la vita dura adattandosi ed indurendo la propria corteccia per proteggersi; a volte la corteccia si spezzerà, si crinerà, ma l’albero resisterà e continuerà a vivere crescendo con le sue ferite ( gli alberi più suggestivi sono quelli più martoriati);
a crescita è anche dolore e non c’è vera crescita se non c’è dolore, un dolore che deve rendere più belli dentro;
anche gli uomini per crescere devono formarsi una dura corteccia con la quale affrontare la vita che spesso è dura e, in questo, assomigliano agli alberi;
l’incontro con un albero non deve essere fugace, dobbiamo imparare ad osservarlo a lungo, ad avere pazienza per accoglierne la bellezza con profondità infatti, niente si coglie profondamente, se non ci si ferma a lungo ad osservare per assimilarne la bellezza;
oggi non si ha tempo e i bambini riescono sempre meno a star fermi: vogliono fare sempre qualcosa perché non sono capaci di stare senza fare niente e vogliono sempre sapere cosa si farà dopo, ma così non riescono a gustare il presente ed è sempre una corsa verso il domani; la vita va gustata, altrimenti comunque sarà vissuta, ma sarà vissuta di corsa senza passione;
si pensa che i bambini di oggi abbiano molta libertà di scelta, ma in realtà i bambini possono scegliere tra la TV (che sembra sì ricca di programmi, ma che in realtà offre programmi in fondo tutti uguali ed omologati), i videogiochi e poco altro: questa non è vera libertà perché non c’è una vera e propria scelta; c’è vera libertà se posso scegliere tra cose molto diverse tra loro, per esempio se ho l’opportunità di imparare a conoscere la natura, avrò poi la libertà di osservarla ogni volta che vorrò e potrò sceglierlo di fare: questa è vera libertà; se mi avranno insegnato ad osservare con passione, per esempio una fila di formiche, avrò sempre l’opportunità di farlo;
oggi bisogna REIMPARARE A STARE E NON SOLO A FARE;
i bambini fanno fatica a stare fermi, immobili, in silenzio, ma se lo imparassero, sarebbe per loro un regalo grande, perché riuscirebbero a sentire profondamente le cose e proverebbero sensazioni ed emozioni che oggi purtroppo anche noi adulti evitiamo di provare semplicemente perché non abbiamo la pazienza e la sopportazione d’un tempo: NO CALDO…e via condizionatore al massimo; NO FREDDO…e via termosifoni al massimo; NO FAME…e via merendine di tutti i tipi; NO SETE…e via bevande fresche e dissetanti;
questo modo di soddisfarci, ci porta a non sopportare la minima sensazione di freddo o di caldo, a non sopportare la fame o la sete, a brontolare e a pretendere tutto e subito; siamo compressi in un vivere quadrato che ci deve evitare tutti i disagi, così alla minima difficoltà spesso ci demoralizziamo e non riusciamo a reagire con coraggio;
la cultura contadina da cui siamo venuti ci potrebbe aiutare nell’ascoltare il linguaggio nascosto di ogni cosa e nel cogliere la bellezza profonda di ogni oggetto e, per fare ciò bisogna pian piano costruirsi un linguaggio mentale adeguato; quello stesso linguaggio che avevano i contadini che, pur ignorando molto, erano dei bravi osservatori e leggevano la natura molto bene e poi la raccontavano attraverso storie piene di credenze e superstizioni, ma con un fondo di verità;
oggi non si ha molto da raccontare, così bisognerebbe recuperare i racconti che ci possono fare le persone che hanno vissuto in quella cultura contadina tanto ricca di spunti ed emozioni vere;
la mancanza di emozioni, di pazienza, di spirito di sopportazione svilisce anche le relazioni: abbiamo poca capacità di rapportarci agli altri per costruire insieme qualcosa, perché tutto è toccata e fuga e una vera e propria relazione non si costruisce con la fretta; tutto questo ci porta ad avere pochi amici, a far sì che le convivenze durino molto poco e ad avere la convinzione sciocca che tanto se non c’è più una persona a volerci bene ce ne sarà senz’altro un’altra e via dicendo.